MEET GRETA TOSONI: CO-FOUNDER DI VIRGIN & MARTYR

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Greta Tosoni è una fotografa e content creator di vent’anni, ha iniziato la sua carriera quando ne aveva solo 15, e da lì la sua sperimentazione non si è mai fermata. Il suo stile è delicato, intimo ed elegante. Attraverso il suo obiettivo si vede il bello senza condizioni, senza preconcetti, solo puro e libero bello. Potete vedere i lavori di Greta su instagram @gretatosoni o @gretatosoni_art. Così è nato anche Virgin & Martyr, un safe-place virtuale che Greta porta avanti con altri giovani entusiasti, tra cui la co-founder Greta Elisabetta Vio (@gretaelisabetta) in cui vengono sdoganati, un post alla volta, tutti i tabù sul sesso e il corpo. Virgin & Martyr è un progetto artistico prima di tutto, che celebra la diversità, il piacere in tutte le sue forme, in maniera positiva ed inclusiva per un risvolto sociale. Virgin & Martyr è anche il tuo safe-place.

 

Come è nata l’idea di fondare Virgin & Martyr e come è stato farlo conoscere al mondo?

Circa un paio di anni fa, con l’intento di creare un archivio fotografico estetico online che celebrasse la diversità dei corpi, iniziai una pagina instagram insieme a Greta Elisabetta, a cui chiunque poteva contribuire, inviando anonimamente autoscatti senza volto, né filtri e con fondo neutro. L’idea era quella di prendere consapevolezza della propria immagine, del proprio corpo e della propria sensualità, grazie all’auto-rappresentazione. Il feedback delle persone fu sorprendente e fondamentale, in quanto ci spinse a continuare e voler migliorare: dopo un anno di immagini, confronti, idee e supporto, il progetto evolve, quindi, in un canale di divulgazione a tutto tondo, in cui la salute e il benessere fisico, mentale e sessuale vengono promossi tramite approcci comunicativi nuovi, positivi e inclusivi.

Credo in Virgin & Martyr, è difficile non notare quanto sia necessario che nascano sempre più “safe places” nel reale e online, dove smantellando preconcetti tabù e imparando a lasciar andare giudizi ed etichette, ci si senta liberi di confrontarsi, aprirsi e conoscersi, avendo alla base rispetto per sé stessi e gli altri.

Perchè credi che ci sia ancora così tanta disinformazione su temi come il sesso? Che cosa ha reso, secondo te, un argomento così fondamentale, un tabù?

A partire dalla mancanza di canali informativi ufficiali e aggiornati, così come dalla facilità con cui si può accedere al mondo della sessualità senza filtri educativi, è chiaro perché l’Italia sia uno dei paesi con più disinformazione in ambito sessuale/affettivo. A questo non dimentichiamo di aggiungere altri due fattori che influiscono negativamente: la tradizione patriarcale (sì, l’ho detto) e l’indole repressiva e pudica della religione.

Un tabù è qualcosa di cui non si può parlare perché considerato “sacro e proibito”, e il mondo della sessualità ha acquisito queste accezioni a causa di credenze popolari e di culto che esulano da realtà scientifiche e di fatto. Ecco perché è fondamentale permettere alla cultura e quindi alla nostra mente di evolvere e di aggiornarsi ai cambiamenti a cui siamo già tutti naturalmente soggetti. Perché questo avvenga è necessario mettersi in discussione e imparare a lasciare la propria comfort-zone: è quindi comprensibile come non tutti siano ancora pronti ad abbandonare i propri pregiudizi per amor di conoscenza.

 

Il tuo progetto ormai è molto conosciuto e seguito, vantando più di 20 mila followers su instagram. In che modo pensi che influisca sugli utenti che seguono e leggono Virgin & Martyr, che cosa lo rende così apprezzato?

Come detto prima, Virgin & Martyr è soprattutto “scoppiato” grazie al supporto di tutte quelle persone che hanno sentito il bisogno di prendere confidenza con piattaforme inclusive in cui confrontarsi e informarsi liberamente su tematiche legate al corpo e alla sessualità. I nostri punti chiave sono la cura estetica, l’utilizzo di un linguaggio comprensibile a tutti e l’approccio curioso, imparziale e originale. Presente quelle brutte e noiose brochure informative che trovi negli ospedali o nelle sale d’attesa? Ecco, è un po’ come se fossimo la loro versione cool 🙂

I contenuti nascono sempre da te/voi o hai/avete dei contributors? Se ci sono dei contributors, quali sono i requisiti per diventarlo? 

I post possono essere scritti da chiunque abbia voglia di unirsi al progetto, seguendo alcune linee guida che diamo non appena qualcuno ci esprime l’interesse per collaborare. Ogni testo viene poi controllato da noi, e quando necessario viene sottoposto alla correzione da parte di esperti e professionisti che si sono dati disponibili alla supervisione. I requisiti basilari comprendono entusiasmo e passione per i temi che trattiamo, tanta voglia di ricercare, approfondire, comprovare, e chiaramente, di scrivere 🙂

Qual è il tuo pensiero sul mondo beauty e qual è il tuo approccio ad esso? Credi che il mondo beauty in generale sia inclusivo?

Credo che l’inclusività sia un tema molto caldo ultimamente, e che grazie a questo stia influendo sempre più in ogni campo, con particolare attenzione in quelli che abbiamo visto dettare gli stessi standard fittizi che ora è il momento di demolire. Seguo solo lateralmente il mondo beauty, ma ho potuto comunque notare dei cambiamenti effettivamente positivi così come dei tentativi meno fortunati: ad esempio, ci sono stati brand come Nyx Cosmetics che hanno incluso ogni genere nel tema make-up con semplice naturalezza, e altri come Chanel che ci hanno provato lanciando una linea di prodotti di trucco “per uomini”, senza considerare che in questo modo viene ulteriormente sottolineata la differenza tra ciò che le donne devono usare per truccarsi, e quello che invece “possono” gli uomini.

 

 

In che modo secondo te il mondo beauty influenza le persone?

Come la moda, il beauty raccoglie le tendenze e le dirige per portare ispirazione. C’è chi potrebbe dire che detta delle regole, ma credo che ognuno sia e debba essere libero di scegliere per sè se seguirle, interpretarle o sovvertirle. Il problema è forse proprio che questo concetto di libero arbitrio non è chiaro e scontato per tutti, tanto che è comune trovare persone che seguono dei costumi/mode senza domandarsi il perché, senza metterle mai in discussione. Uno dei casi più comuni e a mio avviso più radicato è quello della depilazione femminile. Viene praticata da donne di quasi tutte le età come un rituale sacro e naturale, quando in realtà si tratta solo di una abitudine imposta e soprattutto di una scelta – che è super okay anche non voler fare! Vorrei solo che ci fosse più consapevolezza quando si tratta di decidere per sé e il proprio corpo, imparando a domandarsi più spesso “per chi lo sto facendo?” e soprattutto “mi fa davvero sentire bene questa cosa? mi piace farla?” (un po’ il “mi dà gioia?” alla Marie Kondo).

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Portfolio di Greta

@gretatosoni

@gretatosoni_art

@virginandmartyr

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Pubblicato da

Marika è una creativa, nonchè fondatrice di leitalienne.com, fortemente orientata al mondo beauty e alla celebrazione della bellezza in ogni sua forma.